IL TERRITORIO

LA CULTURA DELLA MONTAGNA DIVENTA CIBO

Aspra, poco popolata, arretrata dal punto di vista culturale e sociale. Non è infrequente che chi vive in città pensi alla montagna in questi termini. Eppure non c’è niente di più sbagliato: il passato e il presente delle valli alpine, in particolare quelle del Piemonte occidentale, smentiscono questi pregiudizi otto-novecenteschi. La storia testimonia che – anziché fungere da confine naturale e invalicabile – le montagne hanno sempre rappresentato un punto di contatto, anzi, una via di passaggio e di scambio tra i due versanti.

Scambio di merci e di idee: non è un caso che nelle Alpi occidentali si siano sviluppate due tra le più peculiari vicende dell’epoca tardo medievale e moderna: l’affermazione della proposta di fede valdese, cioè un tentativo di ritorno al cristianesimo delle origini, e la cosiddetta Repubblica degli Escartons, un insieme di territori montani che godevano di particolari diritti politici e fiscali.

Ad accomunare le due esperienze, la dimensione transalpina – abbracciavano entrambi i versanti delle Alpi – e la particolare attenzione alla cultura: nelle Valli valdesi così come negli Escartons, l’alfabetizzazione diffusa precedette di secoli quella della maggior parte dei territori italiani. Per i valdesi, la ragione era di fede: ogni credente doveva poter avere accesso diretto alla Parola di Dio. Ma i documenti attestano che, anche nelle terre degli Escartons, erano numerosi i maestri itineranti, mossi da ideali laici.

Ancora oggi, una straordinaria attenzione all’individuo e ai suoi diritti caratterizza le valli a Nord del Monviso: la Val Pellice, la Val Chisone e la Val Susa. Una cultura che traspare dalle vestigia storiche, dalle abitudini, dalle istituzioni comunitarie.

Val Pellice

La Val Pellice è l’unica che non ha uno sbocco carrozzabile verso la Francia, ma non per questo è da considerarsi “chiusa”: anzi, come abbiamo già detto, intrattiene da secoli rapporti costanti con l’Europa del Nord.
L’antico ospedale, lo storico liceo e la rete di scuole frazionali hanno goduto del sostegno economico di benefattori inglesi, scozzesi, olandesi, tedeschi, svizzeri e perfino dallo zar di Russia! Anche il mondo cattolico ha saputo esprimere importanti eccellenze. Il borgo medievale di Luserna e la bella campagna di San Giovanni raccontano dell’antica contrapposizione (e dell’odierna collaborazione tra le due fedi). La cittadina di Torre Pellice è un cuore pulsante di cultura. Nell’alta Val Pellice si vive ancora una pastorizia fedele alla tradizione, mentre nelle zone di fondovalle la coltivazione di campi e frutteti reinterpreta i saperi del passato.

Val Chisone

La Val Chisone è nota come la valle degli Agnelli – che erano di casa a Villar Perosa – e degli sport olimpici, con gli impianti di Sestriere e Pragelato in quota.
Ma lungo l’asta del torrente, così come nelle vallette e nei valloni laterali, sono numerose le località che hanno molto da offrire al visitatore, in fatto di storia, specialità culinarie e scorci suggestivi. Da citare, tra gli altri, il piccolo lago del Laux o la splendida borgata di Balbouet, per non parlare di itinerari noti in tutta Europa, come la strada dell’Assietta, adattissimi alle due ruote.

Valle di Susa

L’orgogliosa Valle di Susa è presidiata, in alto e in basso, da due meraviglie dell’architettura religiosa: la Sacra di San Michele e l’Abbazia di Novalesa. In mezzo si trova Susa, fondata dai celti e centro importante in epoca romana, considerata la “porta ideale” della penisola italiana.
Spesso citata dalle cronache nazionali per il forte attaccamento identitario di chi la abita e la difende, la Val di Susa propone paesaggi meravigliosi, costellati da numerosi laghi; itinerari alla portata di tutti e vette mozzafiato, nonché una diffusa cultura dell’ospitalità, che si basa su ghiotte specialità da gustare a tavola.

PRODOTTI DA VEDER CRESCERE

La montagna richiede grandi sforzi a chi intende viverci. Poi, però, sa essere generosa. Quindi le tecniche di conduzione agricola, affinate in secoli di esperienza nel mettere a frutto piccole estensioni di terreno, magari in quota e in forte pendenza, garantiscono, oggi, una notevole varietà di prodotti, liberi per storia e per natura dai condizionamenti dello sfruttamento intensivo del suolo.

Sono i prodotti che trovate oggi su Catabin, pronti per essere serviti sulle vostre tavole. Ma gli agricoltori e gli allevatori di Catabin non si limitano a vendervi le loro specialità: vi invitano ad adottarle, a partire dalla pianta, dal campo, dalla stalla o dall’arnia, per essere protagonisti in prima persona della loro produzione.

Potete, inoltre, venire nelle nostre valli a toccare con mano la veridicità del nostro racconto e la bontà delle nostre tradizioni, attraverso pacchetti turistici e didattici – studiati appositamente per voi – che si appoggiano alle nostre strutture convenzionate. Chiedi informazioni scrivendo a info@fruttopermesso.com oppure telefona al 0121 55383.

La miniera di talco di Prali, in val Germanasca.

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